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SEMPRE PIU' IN ALTO...
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Dichiarano che è la fabbrica di birra europea, che si trova alla maggior
altitudine. E’ difficile resistere all’uso dei superlativi quando si parla di questa bevanda. Tuttavia comprereste una birra solo perché il suo produttore occupa una “posizione elevata”? Scherzi a parte: per scoprire se l’altitudine influenza in qualche modo il sapore è di … salire la montagna. Innanzitutto bisogna recarsi in Svizzera e precisamente nel paesino di Chur, in cima ad un ampia vallata circondata dalle montagne. Da qui bisogna dirigersi verso Davos, una stazione sciistica rinomata per i centri di salute per i VIP. E’ inoltre centro per conferenze e sede del World Economic Forum. Ma non siamo ancora arrivati alla metà: perché bisogna percorrere ancora una decina di chilometri fino al paesino di Monstein, situato più in alto a circa 1600 metri. Monstein è nel cantone di Graubünden dove si parla tedesco. Inizialmente, il nome “Monstein” può suonare come la combinazione di parole tedesce e francesi che significano “ montagna di pietra”. In realtà Monstein deriva dalla parola “monaci”: infatti un tempo c’era un monastero nelle vicinanze, benché oggi nessuno sembra ricordarsene esattamente l’ubicazione. Non c’è prova di una produzione di birra da parte dei monaci, che si occupavano piuttosto dell’allevamento del bestiame. Invece nella Svizzera orientale, l’abbazia di St. Gallen ha nel suo museo le piante della più vecchia fabbrica di birra al mondo, datata al IX secolo dopo Cristo. La storia di Monstein come comunità risale al 1300. Il bestiame era allevato e nutrito con l’orzo locale, benché non ce ne sia mai stato a sufficienza per produrre il malto da birra. Il legno di larice era utilizzato per realizzare strumenti musicali ed ancora oggi fornisce materiali per i produttori di mobili locali. La storia del paese è raccontata nella vecchia chiesa, costruita nel 1668. Nel 1885, la campana della chiesa fu sostituita e quella nuova si dimostrò essere troppo pesante. Cadde, causando danni considerevoli: così la nuova chiesa fu costruita dalla parte opposta del paese. Il solo hotel presente è una ex Kurhaus (casa di cura o spa). L’esperienza lavorativa di Andreas Aegerter, il proprietario della fabbrica di birra locale, è nella ristorazione. Ha lavorato nel gruppo svizzero di brewpub “Back un Brau” (“cuoce e produce birra”). E’ cresciuto vicino a Zurigo, ma ad un certo punto, è andato a lavorare a Davos e da qui il passo a Monstein è stato breve. Sua moglie Lesile e le loro tre figlie adorano questi luoghi. L’unico edificio “moderno” del paese è la centenaria fabbrica di latticini: alta, stretta, dalle linee semplici si propone come un esempio dell’architettura Jugendstil (“Stile giovane”). Una “art noveau” decisamente in contrasto con gli edifici bassi, ampi e di legno tipici delle zone alpine. Fino a poco tempo fa, la fabbrica produceva il formaggio, ma poi la produzione si è spostata a Davos. Grazie a questa bislacca decisione, il mondo non ha più un formaggio che si chiama Monsteiner, bensì una birra! Quando Andreas vide questo edificio per la prima volta, ne rimase conquistato. Le cantine a volta suggerivano lo stoccaggio di formaggio o bevande e, dato che il latte non era più consegnato, il malto prese il suo posto. Pilsener, Carahell, Munich, tutti malti provenienti da Bamberga. Una fabbrica di latticini necessita acqua, così una fabbrica di birra, ma questo non è un problema per un paese situato su un lato di una montagna innevata. Meglio ancora, l’acqua è filtrata dalla roccia e riemerge da una sorgente. Decorative piante di luppolo crescono all’esterno dell’edificio e possono essere raccolte ed aggiunte alla birra prodotta. Ci sono prove documentali che il luppolo è stato coltivato in Svizzera nel 1200 e quindi utilizzato nel pane (forse come conservante): Ci sono riferimenti al luppolo nella birra sin dal 1500 e di coltivazioni, benché su piccola scala, nel 1800. I luppoli utilizzati a Monsteiner sono della varietà "Swiss Hallertau", dalla piccolissima area di coltivazione di Stammheim, a nord di Zurigo e vicino al Lago di Costanza. (I tedeschi chiamano questo lago Bodensee. Sul lato tedesco c’è l’area di coltivazione del luppolo Tettnang). Il malto di Bamberga, l’acqua sorgiva di Monstein e i luppoli Stammheim si mescolano in un tino di rame per la cotta, prodotto a Stoccarda e posizionato di fronte alla finestra principale dell’ex fabbrica di latticini. E a questo punto, nonostante i dubbi iniziali, si viene a sapere che l’altitudine conta, in quanto confrontata con le fabbriche di birra situate ad altitudini convenzionali, questa sperimenta una più bassa pressione atmosferica. Pertanto la cotta bolle ad una temperatura più bassa: per evitare questa temperatura inadeguata, un tino che funziona come una pentola a pressione aggiusta il tutto. La differenza di pressione e l’aria più “fine” (ossia la minore quantità di ossigeno in essa contenuto) rendono difficile anche la fermentazione. Andreas ha avuto difficoltà a trovare un lievito che funzionasse correttamente ma alla fine ha avuto successo. La coltura, fornita da una fabbrica di birra indipendente in Svizzera, è un derivato di una coltura della facolta di tecnica birraria di Berlino (la VLB). E’ un lievito per la bassa fermentazione. Le principali birre svizzere sono blande ed uniformi. Durante una degustazione di alcuni anni fa, i produttori locali fecero fatica a riconoscere i loro stessi prodotti. Da un lato, fu facile per Andreas produrre qualcosa di differente. Dall’altro, in un paese dove i bevitori riconoscono la leggerezza come un elemento proprio del gusto di una birra, è difficile vendere qualcosa di diverso. Questo, ovviamente, non è un problema che si presenta solo in Svizzera. Chi dà forma e carattere alle birre Monsteiner? Christian Ochs, da Hasselbach, nelle colline Taunus della Germania, studio nutrizione. Poi lavorò nella vicina Francoforte come mastro birraio alla Binding, un’azienda meglio conosciuta per la sua Clausthaler senza alcol. La Binding produce anche una gamma completa di stili di birra tedesca, anche se non eccezionali. Ora Christian lavora alla Monsteiner. La birra principale della Monsteiner è definita semplicemente come “birra della casa”, con il termine tipicamente svizzero-tedesco “hussbier”. Uno stile che è in qualche modo una via di mezzo tra una Dortmunder Export ed una Märzen. Una birra dal contenuto alcolico dl 4,5%. Una schiuma generosa, un colore dorato tendente al bronzo, un profumo dolce. Il gusto è maltato, con note di biscotto, nocciola e sentori di vaniglia: un accenno di acidità nel finale. Un’altra birra scura, dal colore ambrato tendente al rubino, di simile forza è chiamata Wetterguoge, dal nome della salamandra alpina. La miscela per questa birra contiene una piccola percentuale (circa il 6%) di malto affumicato. Questo sapore si ritrova leggermente nell’aroma, gusto e anche nel finale. A parte ciò, il gusto è cremoso, il corpo leggero ma morbido; l’aroma suggerisce sapore di nocciola, un tocco di dolce e un asciutto nel finale. L’azienda produce anche alcune birre stagionali, utilizzando erbe, spezie e miele. Se volete gustare queste birre eccovi tutte le indicazioni: BierVision Monstein AG, Andreas Aegerter, Postfach, 7278 Davos MonsteinTelefon 0041 081/420 30 60, Fax 0041 081/420 30 61 info@biervision-monstein.ch |
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Fonte: Michael
Jackson -Pubblicato da Birreonline il
21 maggio 2007
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