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Secondo voi
è possibile che un lievito Wyeast Belgian Strong Ale, utilizzato al 9 mese dalla data di confezionamento, abbia perso parte della sua efficacia, pur essendo stato conservato in frigo? |
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Quello esposto è la traduzione del documento della Wyeast.
Il rischio di contaminazione, comunque sempre presente, deve essere minimizzato sterilizzando preventivamente sia i vasi che le capsule di chiusura, lavorando in un ambiente pulito.
Esistono anche tecniche abbordabili che consentono il lavaggio dei lieviti in soluzione molto acida (pH 2) per pochi minuti.
I lieviti, seppur per breve tempo, sono in grado di sopportare un tale grado di acidità, mentre la maggior parte di organismi indesiderati soccombono.
Questo è il link al documento al quale facciamo riferimento.
http://www.abtonline.com/acid.html.
Dopo questo trattamento i lieviti devono essere subito inseriti nello starter o nel fermentatore.
Lavaggio e conservazione casalinga del lievito liquido
Materiale: Un fermentatore con i sedimenti della prima fermentazione.
Tre bottiglie (o vasi) tipo Bormioli da un litro con capsula di chiusura, contenenti ciascuna 1/2 litro di acqua sterile o bollita, raffreddata a temperatura di frigorifero (3-4°C).
Procedura:
1. Sterilizzare l'apertura del fermentatore.
2. Versare l'acqua di una bottiglia nel fermentatore. Roteare (lett.'turbinare') per agitare il lievito, i residui di luppolo e i residui di proteine dal fondo.
3. Versate il contenuto del fermentatore nella bottiglia vuota e chiuderla con la capsula.
4. Agitare la bottiglia per consentire la separazione dei componenti. Continuare periodicamente ad agitare la bottiglia finché non si nota una separazione (stratificazione) del contenuto.
5. Poiché il lievito vitale rimane in sospensione, versate questa porzione(di liquido) nella seconda bottiglia, prestando attenzione a lasciare indietro la maggior parte degli scarti.
6. Agitare la seconda bottiglia per ottenere una migliore separazione del lievito dagli scarti.
Lasciate riposare il contenuto, quindi eliminate ogni eccesso di acqua superficiale.
7. Versare la porzione di lieviti, che sono in sospensione sopra il particolato, nella terza bottiglia.
Conservate questo contenitore fino ad un mese in frigorifero.
Eliminate il liquido e aggiungete mosto di malto 2 giorni prima di fare la birra o inseminate direttamente nella nuova "cotta".
Le istruzione della Wyeast indicano un mese come tempo di conservazione.
A Chi ha utilizzato il lievito dopo 3 mesi, lo starter è partito dopo circa 10-12ore.
Alcuni sono convinti che sia possibile conservarlo fino ad un anno.
Ma a quel punto forse è meglio acquistarne di fresco.
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Potete dirmi dove posso comprare on-line prodotti (soprattutto abbigliamento) marchiati "Guinness"? |
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Ecco l'indirizzo che cerchi:
http://www.guinness-webstore.com/guinness/hdocs/index.asp
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Volevo sapere se esiste un importatore delle due birre brasiliane
Brahma e Antarctica. Come posso diventarlo io stesso?
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Per
quanto riguarda la tua richiesta di importatori
esistenti delle Birre Brahma e Antarctica ti diamo i
seguenti indirizzi:
http://www.berimbau.it/Bevande.htm -- birra
Brahma
http://www.beg.it - Birra Antarctica
Per sapere poi come diventare tu direttamente
importatore di queste due birre, dovresti contattare
direttamente i produttori ai seguenti indirizzi:
http://www.ambev.com.br - per la Brahma
www.antarctica.com.br/ |
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Avrei bisogno di un'informazione sulla data di scadenza della birra. Noto che sulle bottiglie vi è impressa la data di scadenza, ma, a mio avviso, serve, così come per il vino. Ne sapete qualcosa?
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Esiste una legge in Italia che regola proprio la conservazione dei cibi (e, di conseguenza, ne regola anche la commercializzazione): si tratta del Decreto Legislativo n. 109.
Il comma 1 dell'art. 10 del D.L.gs. n. 109 definisce il termine minimo di conservazione come «la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni dì conservazione, esso va indicato con la dicitura da consumarsi preferibilmente entro... seguita dalla data oppure dall'indicazione del punto della confezione in cui essa figura».
Il comma 2 prosegue definendo la data di scadenza come «la data entro la quale il prodotto alimentare va consumato, essa va indicata con la dicitura da consumarsi entro ... seguita dalla data oppure dalla indicazione del punto della confezione in cui essa figura».
Il comma 6 dell'art. 10 del D.L.gs. n. 109 dispone che «l'indicazione del termine minimo di conservazione e di qualsiasi altra data non è richiesta per determinati prodotti tra cui i vini e le bevande con contenuto di alcol pari o superiore al 10% in volume.
Per la birra invece è previsto il termine indicativo di conservazione di 1 anno.
Questo regolamento è per garantire il consumatore contro eventuali rischi di contaminazione batteriologica che si possono verificare durante tutta la catena di fabbricazione del prodotto: infatti in tal senso per ridurre i rischi di contaminazione, i produttori usano comunemente la pastorizzazione.
Tale procedimento consiste nel riscaldare il prodotto finito o uno dei suoi componenti per qualche minuto, ad una temperatura compresa tra i 55 e i 70°C.
Questo metodo distrugge i microbi, consentendo una migliore conservazione del prodotto. La pastorizzazione viene utilizzata per il latte, la birra e qualche volta per il vino.
Se vai alla sezione "Degustazione" del sito Birreonline.net troverai alcune regole di conservazione della birra per conservare il prodotto in maniera corretta.
Considera poi un'altra cosa: il processo di pastorizzazione, che è ormai diventato obbligatorio in tutti i paesi per garantire la conservazione per un periodo piuttosto lungo del prodotto, in alcuni casi altera il sapore e il gusto della birra.
Per tale motivo ci sono, tra le altre, alcune birre (vedi alcune bitter inglesi) che non possono essere esportate perchè non subiscono processi di pastorizzazione a temperature che ne consentono il trasporto "sicuro" da contaminazione: ecco perchè vengono quindi servite sul posto di produzione (le puoi gustare a Londra e dintorni).
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"Dove trovo i kit della birra?"
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| Abbiamo pubblicato un articolo in merito: clicca qui per vederlo. |
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Usando una bombola di anidride carbonica uso alimentare da kg. 30 di prodotto quanti fusti posso spillare?
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Il contenuto di co2 della birra (detto grado di saturazione) è un aspetto importantissimo della personalità del prodotto, infatti questo parametro è prefissato e controllato dai Mastri Birrai che liberano il co2 in eccesso mantenendolo invariato in ogni processo di produzione.
Il grado di saturazione varia già da marca a marca, anche se il prodotto appartiene alla stessa tipologia, e varia brutalmente da tipo a tipo (se una lager ha un grado di saturazione che si aggira intorno a 5 grammi/litro, per una stout tale valore scende a 2 grammi /litro)
Per spingere il prodotto fuori del fusto, vengono utilizzati tre gas, anzi due il terzo è una miscela dei primi.
Il piu' usato è l'anidride carbonica che oltre alla spinta, fa in modo di mantenere un qualsiasi prodotto gassato invariato nella sua frizzantezza per tutta la durata del fusto.
O meglio, dovrebbe mantenerlo invariato, perché se sbagliamo la pressione di ingresso del gas nel fusto, siamo i primi a variarla.
Calcolare la pressione giusta non è affatto semplice, in quanto bisogna tenere conto di tanti fattori:
- il primo è la temperatura (pensa nei cambi di stagione di quanto puòvariare giorno dopo giorno),
- il secondo è la distanza dal fusto al rubinetto in orizzontale e in verticale (impianti in cantina).
Se applichi una pressione troppo bassa, ottieni una birra, bicchiere dopobicchiere, sempre piu' "piatta" (meno gassata) e difficile da spinare perché il co² contenuto nella birra tende ad uscire dalla stessa formando delle bolle che quando arrivano al rubinetto creano sbuffi che sparano fuori dal bicchiere la birra gia spinata.
Se invece applichi una pressione troppo elevata, (basta anche che sia scesa la temperatura del fusto), la birra incorpora sempre più co², gassandosi sempre più fino che ad un certo punto dal rubinetto esce solo schiuma sempre più dura e persistente fino a sembrare panna.
Il secondo gas utilizzato è l'azoto, il quale differisce dal co2 perché è un gas inerte, in pratica non dà gusti e non gasa i prodotti, non viene usato per spingere la birra ma prodotti fermi (non frizzanti) come ad esempio i vini.
Il terzo è il carboazoto vale a dire una miscela di co2 e azoto, il rapporto più comune è 30 % co2 e 70% azoto, anche se esistono miscelatori che creano combinazioni diverse prelevando i due gas dalle rispettive bombole
Questa miscela, è usata per birre con poco tenore di co2, come le Stout (ad esempio la Guinness, che ha un grado di saturazione di 2,1 g/l) e parecchie Bitter ed Ale inglesi.
L'ideale sarebbe poterlo posizionare in un luogo a temperatura costante.
Per molte birre come le stout e le ale, la temperatura di erogazione è molto importante anche per esaltare il sapore del prodotto.
La soluzione migliore per controllare la temperatura è l'installazione di una cella frigo, che ha molti vantaggi ma anche parecchi svantaggi.
Altro vantaggio, oltre a quelli legati a quanto abbiamo detto prima a proposito della temperatura costante, è che la birra si conserva meglio (non tutti i tipi di birra spillati in una birreria vengono consumati nella stessa quantità) fra l'altro esistono tipi di birra, anche se molto poco consuete, non pastorizzate, e pertanto vanno tenute al freddo dalla produzione fino all'ultima goccia spillata.
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Da pochi mesi mi cimento con produzione di birra da estratto di malto, provando ricette che a volte sono per l'all grain, ma consentono di sostituire il malto in grani con l'estratto. Vorrei avere solo la conferma che, utilizzando l'estratto non è necessario effettuare il mashing, previsto invece nell'allgrain.
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Il termine mashing deriva dall'inglese "to mash", che significa "impastare" "miscelare".
Durante il mashing si miscela dunque il malto tritato all'acqua calda, ottenendo un impasto che prende il nome di wort. Il wort viene poi riscaldato a varie temperature, e per durate differenti.
Questa è la fase che differenzia l'all grain dalla produzione per estratti o concentrati.
Gli obiettivi del mashing sono:
1. disgregare le proteine eventualmente presenti nel malto
2. produrre zuccheri, definendo il rapporto tra maltosio e destrosio
Durante il Mashing non si fa altro che mettere gli enzimi del malto nelle condizioni migliori per operare la loro conversione.
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"Come posso tenere pulite le etichette delle bottiglie della mia collezione?"
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A proposito delle etichette sulle bottiglie...un nostro amico ci ha detto untruccettino per conservarle...gli passa sopra un leggerissimo strato di smalto/vernice trasparente che le preserva dalla umidità : se vuoi provarlo a fare anche tu...
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| "Vorrei aprire una microbirreria" |
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Innanzitutto prima di aprire una attività di questo tipo, bisogna vedere come è il mercato nella vostra zona, ossia se c'è interesse per un servizio di questo tipo.
In secondo luogo bisogna informarsi se ci sono finanziamenti regionali, statali o comunitari che possano finanziare l'iniziativa: dovrebbero essercene soprattutto se si tratta di imprenditoria giovanile.
Inoltre esiste tutta una legislazione da rispettare e a cui adempiere prima di aprire una attività di vendita di alcolici, sia in termini di legislazione fiscale e tributaria chein termini di permessi sanitari (produrre birra in proprio implica degli obblighi assai maggiori che rivenderla per conto terzi...): per questo ci si può informare presso la Assobirra o la Unione Birrai che possono fornire indicazioni utili in merito.
Inoltre i costi di apertura di un esercizio come questo, come ben sapete, lievitano molto se si vuole realizzare una birreria arredata come un pub in tutto e per tutto simile a quelli originali inglesi o alle birrerie tedesche.
Noi vi consigliamo innanzitutto di fare una ricerca, anche su Internet, presso i rivenditori di macchinari per micorbreweries (ce ne sono molti anche in Germania e se conoscete il tedesco siete a cavallo !)
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"Vorrei avere maggiori info riguardo la birra Spirtu prodotta in Sardegna e aromatizzata al mirto." - richiesta arrivata da Milano
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La birra Spirtu che in ogni caso potete trovare anche negli ipermercati Auchan della catena SMA
Nome: Spirtu
Produttore: Ichnusa
Nazione: Italia
Stile: Lager
Tipologia: Normale
Colore: Chiara
P-Alcool%: 5 cl: 33
Note: Aromatizzata al mirto
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