2009: BENE I CONSUMI MA L'EXPORT SOFFRE
 

Nel 2009 cresce l’export della birra italiana.

“Anche se per avere dei dati definitivi dovremo aspettare ancora un paio di mesi – spiega il direttore di Assobirra Filippo Terzaghi – sappiamo che per le esportazioni c’è stata di certo una crescita a due cifre”.

Il dato non sana comunque il calo dei consumi interni che per l’anno appena concluso, secondo Terzaghi, “è stato di circa il 6 per cento”.

A pesare, la crisi dei consumi, soprattutto quella fuori casa che influenza maggiormente l’andamento del comparto.

“Si esce di meno e si consuma anche di meno. Fra i due canali di cui teniamo conto per i bilanci, quello casalingo e quello horeca che interessa bar, hotel e ristorazione collettiva, non c’è dubbio che sia il secondo ad aver fatto registrare le perdite maggiori”.

A fronte di risultati non entusiasmanti sul fronte dei consumi interni, la birra italiana conquista quote di mercato negli altri paesi.

“Alcune aziende – sottolinea il direttore di Assobirra - hanno raccolto quest’anno i frutti di investimenti in campagne pubblicitarie e la loro penetrazione commerciale è stata agevolata dal fatto di essere inserite in grandi gruppi internazionali. Inoltre l’Italia è stata facilitata dall’aver sempre avuto volumi di esportazioni molto più bassi rispetto ad altri paesi come la Germania e l’Inghilterra”.

A segnare i migliori risultati sono stati il marchio Nastro Azzurro seguito da Moretti.

“D’altronde – nota Terzaghi – si tratta delle prime due aziende italiane del settore che da sole hanno una fetta delle esportazioni pari a circa il 95 per cento. Anche se con livelli quantitativi molto più bassi buona è stata anche la performance di Menabrea”.

Non sono solo i marchi più famosi però a farsi strada oltre i confini nazionali.

“Anche se hanno volumi molto più bassi – con un peso complessivo sull’export fra lo 0,1 e lo 0,5 per cento - sono andati molto bene anche i piccoli birrifici artigianali che in alcuni casi hanno esportato fino al 15-20 per cento della loro produzione. Un bel risultato specie se si pensa che dieci anni fa non esportavano nulla”.

Per il 2010 invece troppo presto per fare previsioni anche se, dice Terzaghi, “non vediamo elementi per una veloce inversione di tendenza. Speriamo di vedere un clima economico diverso del paese. Anche perché, export a parte, - chiosa il direttore di Assobirra - tutti gli altri indicatori - consumi interni, importazioni, vendite delle aziende nazionali - sono stati negativi”.


Fonte: Il Velino - Pubblicato il 7 gennaio 2010
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