InBev e
Anheuser-Busch sono pronte a convolare a giuste nozze e
a dare vita al primo gruppo mondiale nel settore della
birra. Un braccio di ferro durato più di un mese fatto
di avances, ripensamenti e offerte rifiutate, poi
ritoccate verso l'alto.
E dopo il
duro scontro è arrivata solo ieri la conferma ufficiale:
il colosso statunitense ha accettato l'offerta giunta
dalla società del Vecchio continente. In un comunicato
congiunto le due compagnie hanno annunciato il loro
accordo: gli azionisti di Anheuser-Busch riceveranno 70
dollari per azione in contanti.
La
società prenderà il nome di Anheuser-Busch Inbev.
Che l
a chiusura dell'acquisizione fosse questione di
pochi giorni si era già intuito venerdì, quando la
società belga aveva accantonato l'idea di una
scalata ostile, preferendone, invece, una
amichevole. InBev aveva, infatti, alzato la sua
offerta da 46,3 a 52 miliardi di dollari, ovvero
cinque dollari in più per azione (da 65 a 70
dollari).
Adesso, in attesa che arrivi il via libera anche
anche dai soci, si passano al vaglio i numeri veri e
propri dell'intesa. La combinazione tra le due
società potrebbe generare un volume di 460 milioni
di di ettolitri, con vendite annuali pari 36,4
miliardi di dollari e un margine operativo lordo (ebitda)
che raggiungerebbe quota 10,7 miliardi. Non solo.
E una
collezione di 300 marchi diffusi in ogni parte del
Pianeta, fra i quali Budweiser, Bud Light, Stella
Artois e Beck's.
In base
agli accordi presi ad Anheuser-Busch, di cui il
miliardario americano Warren Buffet è il secondo
azionista con circa il 5%, spettano due poltrone nel
consiglio di amministrazione (cda) della nuova realtà.
Mentre Carlos Brito, attuale amministratore delegato di
InBev, assumerà la carica di ceo della nuova compagnia.
La
diversificazione geografica prima di tutto. Secondo
quanto precisato in una nota stampa diramata ieri,
Anheuser-Busch Inbev si imporrà in cinque mercati
chiave: Cina, Stati Uniti, Russia, Brasile e Germania.
Ma questa
acquisizione testimonia, soprattutto, una delle ultime e
vincenti mosse messe a segno da InBev per conquistare la
leadership nel settore della birra. Il produttore belga
è, infatti, nato dalla fusione tra Interbrew e la
brasiliana AmBev.