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L’affinità dei moscerini della frutta per la birra alla spina ha attratto l’interesse di alcuni ricercatori dell’Università di Berkley per quanto riguarda i recettori del gusto sensibili alla carbonazione.
Lo studio, pubblicato i primi di settembre sulla rivista scientifica Nature è parte di una ricerca effettuata dal team sui circuiti del gusto dei moscerini della frutta per tentare di comprendere come il cervello elabora le informazioni relative al gusto.
Kristin Scott, capo del progetto, ha dichiarato che lo studio ha già stabilito che i moscerini della frutta possono riconoscere i gusti dolci da quelli amari, ma la ricerca ha portato anche alla luce che questi insetti hanno anche recettori del gusto per l’anidride carbonica.
Questi sono i primi organismi in cui vengono identificate le cellule recettori del gusto dell’anidride carbonica, a cui tali insetti rispondono quando assaggiano la birra.
“E’ una nuova modalità di gusto. Quindi altri organismi potrebbero avere anche altre modalità di degustazione”.
I meccanismi del gusto nei moscerini della frutta funziona allo stesso modo che negli esseri umani, così i ricettori dell’anidride carbonica è possibile che esistano anche in questi ultimi.
La dottoressa Scott ed il suo team ha iniziato questo progetto di ricerca due anni fa, isolando le cellule del gusto dei moscerini della frutta che non rispondevano ai normali stimoli del gusto, ossia dolce, amaro e salato.
I ricercatori hanno quindi testato sostanze mappando le cellule del gusto dei moscerini della frutta, presenti nel loro cervello, e monitorando le loro risposte quando venivano stimolate.
Trovare una sostanza chimica che potesse stimolare queste cellule del gusto non classificate è stata la parte più difficile.
“Sapevamo che erano cellule del gusto” ha dichiarato la Scott “ma fino a quando non trovavamo una sostanza a cui rispondessero, non sapevamo se erano cellule di alcun interesse scientifico”.
“Quando alla fine, abbiamo visto che ai moscerini sembrava piacere la birra e che i tali recettori rispondevano ad essa, è stato un momento da vero e proprio ‘Eureka!’”.
La cosa interessante è che benché i moscerini della frutta mangino il lievito, tali recettori non rispondevano solo ad esso.
“Così abbiamo provato a dare loro dell’acqua addizionata con anidride carbonica e , avendo anche scoperto che lo stesso effetto non si otteneva con l’acqua naturale, abbiamo capito che c’entrava l’anidride carbonica”.
Tale risultato acquista senso se viene associato al fatto che i moscerini della frutta depongono le loro uova sulla frutta che viene decomposta da microrganismi quali il lievito.
Quando il lievito fermenta gli zuccheri della frutta, in tale processo viene prodotta anche anidride carbonica.
I recettori della anidride carbonica presenti nei moscerini consentono a tali insetti di verificare la presenza di tali microrganismi.
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