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Si è scoperta recentemente e anche se la storia ha dell’incredibile, è tutta vera.
Secondo quando riportato dal giornale britannico “The Lancet”, quando un uomo di 37 anni entrò nel pronto soccorso dell’ospedale di Glasgow, in Scozia, nell’ottobre 2006 lamentando una visione annebbiata e un mal di testa che durava ininterrottamente da ben quattro settimane, i dottori erano praticamente attoniti e senza una plausibile spiegazione al fatto.
Il paziente, di cui non è citato il nome, “non aveva una storia clinica che prevedesse traumi cranici o perdite di coscienza: il suo passato medico era ineccepibile e non stava assumendo alcun tipo di farmaco” hanno riportato Zia Carrim e due altri medici del Southern General Hospital nella sua cartella clinica.
Quando un oculista fu convocato per un consulto, la nebbia cominciò a diradarsi, almeno per i dottori.
Il paziente, dichiarò l’oftalmologo, aveva le pupille altamente dilatate causata da una sindrome molto probabilmente legata ad un problema celebrale.
Quando i dottori approfondirono la cosa con il paziente, questi rivelò di aver consumato 60 pinte, l’equivalente di 35 litri di birra, nell’arco di soli 3 giorni, a seguito di una grave lite familiare.
La grave disidratazione causata dall’alcol aveva, secondo i medici, portato l’uomo verso una rara condizione denominata trombosi venosa celebrale.
I medici hanno quindi dichiarato che ci sono voluti più di sei mesi di trattamenti a livello sanguigno perché il paziente potesse riacquistare una visione normale e lasciarsi alle spalle la fastidiosissima emicrania.
Quindi amiche ed amici … bere sì ma con moderazione!
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