Agli albori del diciannovesimo secolo, la birra era prodotta a temperatura ambientale bassa, usando il lievito che fermentava in superficie (Saccaromyces cerevisiae) ossia che affiorava alla superficie della vasca di fermentazione.
All’inizio del diciannovesimo secolo, i produttori di birra del “Triangolo d’oro” iniziarono ad usare diffusamente quello che oggi è chiamato "Saccharomyces carlsbergensis", un lievito che invece cadeva o precipitava sul fondo della vasca di fermentazione.
Un’altra differenza importante tra il Saccaromyces cerevisiae e il Saccharomyces carlsbergensis era che il primo fermentava a temperature assai più basse, quasi gelide e per un periodo di tempo più lungo (quattro, invece di due settimane).
Poiché questo processo richiedeva che la birra fosse conservata in una ghiacciaia o in un deposito refrigerato all’incirca per un mese, la varietà di birra che ne risultava fu chiamata “lager” dal verbo tedesco lager, che significa “immagazzinare”.
Le “lager” ebbero origine in zone dai climi freddi, dove vi era immediata disponibilità di ghiaccio, ma la loro popolarità si diffuse presto in tutto il mondo.
La birra lager, con fermentazione bassa, si differenzia dalla birra ale, con fermentazione alta, in quanto è solitamente (ma non sempre) di colore più chiaro e più trasparente e viene servita quasi sempre ghiacciata.
Ogni angolo del Triangolo d’oro ha dato il nome a una qualità particolare di lager.
La varietà più conosciuta nel mondo è la Pilsen.
Questo è anche il tipo dal colore più chiaro, nella famiglia delle lager, ed è stato adottato da tutte le birre destinate al mercato di massa del Nord America, dell’Australia e dell’Asia, come pure dalla lager prodotta dalla Heineken.
La rivoluzione apportata dalla lager, la cui produzione iniziò nel Triangolo d’oro all’inizio del diciannovesimo secolo, si diffuse rapidamente, specialmente quando il procedimento di preparazione divenne più pratico, grazi all’invenzione del ghiaccio artificiale, avvenuta verso il 1870.
Alla fine del diciannovesimo secolo, la lager era di gran lunga la varietà di birra più diffusa ovunque nel mondo, salvo che in Gran Bretagna e in Irlanda, dove continuavano a dominare i tipi ale e stout (entrambi con fermentazione alta).
Durante la prima metà del ventesimo secolo la storia dell’industria birraia in Europa e Nord America è stata caratterizzata dall’accentramento, dato che le industrie più grandi rilevarono le più piccole e si ingrandirono ulteriormente.
Perciò il numero complessivo delle fabbriche di birra diminuì.
Le piccole fabbriche indipendenti europee risentirono anche notevolmente delle due guerre mondiali.
Nel frattempo, in Nord America, una dozzina d’anni di proibizionismo aveva ridotto il numero totale di fabbriche di birra a una piccola percentuale di quelle esistenti all’inizio del secolo.
A metà del ventesimo secolo, la lager di tipo Pilsen s’impose come la varietà di birra onnipresente a livello internazionale.
Altri tipi, più complessi ed aromatizzati, erano rari e difficili da trovare.
Alla fine degli anni '70, tuttavia si assistette a una rinascita della produzione di qualità differenti, poiché la gente desiderava gustare varianti del proprio tipo di birra preferito.
Tale rinascita fu caratterizzata dalla Campaign for Real Ale (CAMRA) in Gran Bretagna e dalla rivoluzione delle cosiddette “microbirrerie” negli Sati Uniti, in Canada e in seguito in Olanda, Australia e ovunque.
Infine nel 1993, le due maggiori industre del Canada e degli Stati Uniti iniziarono a commercializzare la cosiddetta “ice beer”.
Ideata e brevettata in Canada dalla ditta Labatt, la “ice beer” è una lager chiara che viene rapidamente raffreddata a temperature sotto 0°C, prima di subire il processo finale di fermentazione.
Come risultato si formano dentro alla birra cristalli di ghiaccio che vengono rimossi per produrre una birra dal contenuto alcolico praticamente doppio rispetto alle lager più diffuse al mondo.
L’avvento delle microbreweries e dei brewpubs è stato probabilmente l’evento più stimolante nella storia birraria degli ultimi anni.
La rivoluzione delle microbreweries ha fatto sì che ci sia a disposizione una gamma di birre assai più vasta e più disponibilità di birre fresche e prodotte artigianalmente di quanto non fosse possibile nel diciannovesimo secolo.
Le piccole fabbriche odierne producono soprattutto birre particolari, dalle caratteristiche uniche e assai più aromatizzate di quelle prodotte da qualsiasi marca di livello nazionale.
Benché queste varietà non richiamino l’attenzione di milioni di persone che acquistano le birre prodotte per il consumo di massa, molte hanno comunque attirato un folto seguito di entusiasti.
Ed eccoci arrivati alla fine di questo lungo viaggio tra “storia, storielle e credenze” sulla birra.
La birra, che fu un elemento essenziale nella vita dell’antico Medio Oriente, all’alba della civilizzazione e che ha addolcito esistenze e amori di Sumeri ed Egiziani, ha sicuramente giocato un ruolo importante nel porre le basi delle vita civilizzata e degli avvenimenti successivi.
Amiche ed amici di Birreonline, come sempre … alla salute e alla prossima!