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| I MASTRI BIRRAI ITALIANI DI UNA VOLTA ... | |
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In Italia la birra ha solo due secoli di storia. Inizia con il privilegio concesso a tale Gio Baldassarre Ketter di Nizza Monferrato nel 1789, cui succedette quasi subito, nel 1791, Gio Domenico Debernardi, un nome che ancora pochi anni fa si udiva negli ambienti birrari, quando esistevano piccole fabbriche di importanza locale. Purtroppo di quelle che esistevano per esempio a Chiavenna, ai piedi dello Spluga e della Maloia nulla c'è stato tramandato. Nel 1948, nel centro della città di Chiavenna, c'era un vecchio essiccatoio del malto: il forno era riscaldato a carbone e i fumi passavano attraverso tubi di lamiera per mezzo dei quali veniva riscaldata l'aria che attraversava le due griglie di essiccamento. Così si faceva due secoli fa, quando tutto veniva eseguito a mano, con mezzi sicuri, ma molto primitivi. Le scale erano rapidissime. Si salivano portando a spalla i sacchi di "malto verde" da essiccare, poiché non esistevano impianti di trasporto. Di questi essicatoi pare che ne esistessero più di uno in Chiavenna e altrettante pare fossero le fabbriche di birra, di cui purtroppo non rimane traccia. Esse erano legate ai nomi di Mattoi, Vanossi e forse di altri che nulla lasciarono ai posteri, tranne i loro "crotti", in cui la birra veniva lasciata maturare, freddi come erano per i "soffioni" che lambivano le botti con aria fredda che scendeva dai ghiacciai. Nasce dunque al nord la birra in Italia, in Piemonte e in Lombardia, ma anche nel Veneto, dove molte fabbriche risultano esistere la fine del secolo scorso, quando invece le fabbriche altoatesine, non ancora italiane, erano già ricche di esperienza birraria legata a quella transalpina. Erroneamente si ritiene che l'industria birraria abbia avuto uno sviluppo molto più antico nei paesi del nord Europa. In realtà anche se di essi si hanno sporadiche notizie, in parte multisecolari, si tratta di artigianato o di economato monastico, mentre l'industria vera e propria è di costituzione molto più remota di quella italiana. Più di cent'anni fa i nomi di Wuhrer, Forst, Poretti, Peroni, Wunster, Menabrea, Dreher, Moretti erano già bene affermati nei confini odierni dell'Italia, anche se il consumo di birra per ragioni climatiche si limitava al nord, dove le cantine fredde ne permettevano la fabbricazione. In Italia si è prodotta da sempre birra di tipo continentale, chiara, di bassa fermentazione e di media gradazione, cercando di imitare le birre del centro Europa, che per loro freschezza, sono sempre state ritenute migliori. |
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Fonte: Birra & Birra di Gino Spath - Pubblicato da Birreonline il 25 maggio 2002
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